Quadri e stampe

Collezioni d'arte

Iniziatore della collezione di quadri fu Angelo degli Oddi (1601-1647): dal libro dei conti del Guercino sappiamo che il patrizio perugino acquistò nel 1641 una Lucrezia Romanae cinque anni più tardi una Diana.

Un documento redatto dal figlio Francesco alla morte del padre ci informa della consistenza del primo nucleo di quadri costituito da 69 dipinti e 35 disegni che venivano conservati a Perugia e 170 dipinti e 35 disegni presenti invece nella villa di Montefreddo. Purtroppo molte delle opere andarono perse, ma è possibile ancora vedere oltre alle due tele del Guercino, un San Pietro di Andrea Sacchi e tre tele di Bernardino Gagliardi: un San Paolo, un San Sebastiano e un Ratto di Elena.

Il figlio Francesco (1623-1699) arricchì notevolmente la collezione di quadri e fortunatamente ebbe l'idea di incidere a fuoco sul retro della cornice una "A" nel caso in cui i quadri gli fossero giunti per via ereditaria dal padre Angelo che li aveva acquistati e una "F" per certificarne un acquisto di propria mano. Tale espediente permette oggi agli studiosi di individuare i quadri giunti fino a noi e appartenenti al nucleo primitivo della collezione. Si nota così l'interesse del conte Angelo per la pittura caravaggesca (testimoniata ad esempio da una copia del Battista della Galleria nazionale d'Arte antica di Roma), per la pittura seicentesca di paesaggio (di cui ne sono un esempio significativo i due rami di Filippo Napoletano) non disdegnando l'acquisto di opere di pittori locali a lui contemporanei quali ad esempio Giovanni Antonio Scaramuccia, Gian Domenico Cerrini e il pittore-patrizio Fabio della Corgna.

Francesco, figlio di una Soderini, pare che abbia intensificato i rapporti con la casa Medicea. Nel testamento da lui fatto nel 1694 si fa menzione di 210 dipinti e 1268 disegni segno incontrovertibile dell'ampiamento della collezione. Analizzando i suoi acquisti notiamo che l'artista più rappresentato è Francesco Montanini di cui aveva acquistato 29 opere delle quali soltanto tre sono ancora presenti nella collezione: un Sogno di San Francesco, una Colazione nel bosco e una Figura con ghirlanda d'edera. Oltre che dai paesaggisti egli era attratto anche dal genere delle battaglie (oggi esemplificato dalll'esistenza di due Battaglie di Francesco Graziani detto anche Ciccio Napoletano) e dalle nature morte floreali (di cui rimangono alcuni esempi forse di mano di Nicolò di Bernardino Felice, allievo di Agostino Tassi). Continua anche egli gli acquisti di opere di pittori locali a lui contemporanei e ne sono infatti testimonianza la Venere uscente dal mare di Luigi Scaramuccia e dalle 14 opere di Bernardino Gagliardi da lui acquistate.